martedì 12 febbraio 2008

Condono "ad personam"

Valentino Rossi qualche mese fa è stato accusato di dovere al fisco italiano tasse per la modica cifra di 112 milioni di euro per il periodo 2001-2004.

Di oggi la bella notizia: Valentino pagherà 30 mln (di cui solo 19 milioni relativi agli anni 2001-2004, di cui sopra).

O il funzionario aveva sparato alto prima, o hanno fatto un bello sconto. Se fosse uno sconto, sarebbe uno sconto dell' 83%. Paghi 2 prendi 10.



Secondo il sito bellaciao.org, non certo roba filocapitalista, hanno fatto lo sconto.


"Valentino Rossi. Con i privilegiati lo Stato scende a patti.


Chiedo scusa se il mio discorso risulterà un pò superficiale o non eccessivamente "profondo"..ma sono incazzato e devo scrivere, così, di botto...
Sono incazzato. Aver visto le immagini televisive in cui il gioiso Valentino Rossi e alti funzionari dello Stato, si compiaciono di aver trovato un accordo sulle tasse evase dal motociclista italiano mi fa girare le balle..."

http://bellaciao.org/it/spip.php?article18342

Lo penso anche io.
Prodi, Visco e Padoa Schioppa, contrarissimi a condono per tutti, si sono inventati il condono per i soli ricchissimi.

Cazz..... Ma perchè Silvio non ci aveva pensato?

Il mio promemoria per le elezioni

tratto da Il Giornale del 11 febbraio 2008


Se a qualcuno venisse qualche improbabile dubbio, da qui al 13 aprile, pensi alla Campania e ai suoi rifiuti, al Papa (non) invitato alla Sapienza, alle tasse aumentate, allo «scalone» cancellato
per ditemi voi quanti miliardi di euro, alla riforma della giustizia cancellata, alla riforma della scuola osteggiata, alla Bossi-Fini stravolta, alle opere pubbliche non realizzate, al D’Alema a braccetto con i nemici di Israele, a Prodi che dice «alla sicurezza del Papa ci penseranno le Guardie svizzere », a Pecoraro Scanio e al suo «no a tutto», a Bassolino e agli stipendi del suo
commissariato, alla Iervolino e al suo «non è morto nessuno per i rifiuti», alle manifestazioni dei governanti contro il governo, alle liti quotidiane fra comari, al ritiro dall’Irak e alla umiliante
ipocrisia con cui restiamo (forse) a Kabul, a Di Pietro e ai suoi strafalcioni grammaticali e giustizialisti, al tentativo di introdurre i matrimoni gay. È il mio pro-memoria elettorale.